Philippe Lemoine

Philippe Lemoine - Francia

Al mio tavolo da notte


Tra le mani un quadernetto - d'inchiostro aleatorio -

dei foglietti sul mio tavolo da notte sonnolenta.

E ciascuno - parole felpate - mi sussurra una storia

e tesse al mio fazzoletto così teneri merletti...

Vagabondo alla corrente me ne vado funambolo

spigolando ricordi in recessi nascosti.

Va e viene alla risacca la mia memoria - passeggia

e un volo di farfalle io ne sono allo sguardo...

Nel chiarore opalescente di una lampada inquieta

delle ombre e delle voci folleggiano sui muri

- tiro su nelle mie reti la fiaba meravigliosa -

del mio passato uno ad uno io sfoglio i frutti maturi...

Ritornano i miei amori e quelle magiche ore

quando il tempo sospeso si distende in dolcezza.

Nel mio cuore odi nostalgiche si effondono

e la notte si sfilaccia accanto all'anima sorella...

Le mie gioie e le mie pene tessute in fili di lana

sussurrano in coro di albe senza dinieghi.

Attento custodisco l'intatta porcellana

di questi piccoli piaceri benedetti per sempre...

Da vapori d'incenso aleggia una cantilena

senza rimpianto portata direttamente al frantoio.

Ho tanto amato il vino - il mio bicchiere è pieno

- ed ecco che si versa all'ultimo canto di sera...




Sacrilegio


Poeta impertinente, aver tanto molestato

le parole in tutti i sensi, grandezza e decadenza

ne avrai forse perduta la limpida evidenza

che in ciascuna di loro libera la propria verità?

Non puoi proprio descrivere con semplicità

di questa cosa in te l'intima confidenza,

nato dal cuore un soffio come una provvidenza

che la tua penna ebbra di vanità profana?

Stordito da se stesso celebrando l'effimero

si nutre di chimere il tuo spirito osceno

poi si corica sazio di ben poco appagato.

Senz'anima esalta la tua poesia l'insipido

e questa sete di fama avido ti dichiara:

eccoti qui che declami lo sciocco e l'imperfetto.