Keijiro Suga

Keijiro Suga  -  Giappone.

Poema del corvo


1

Il corvo è lì che osserva ogni tuo movimento -

osserva come tu guardi i fiori e tocchi i loro petali.

Il ciliegio sarà presto fiorito, la primavera si farà più viva

i tulipani cominciano a sbocciare in colori antiossidanti.

I fiori tendono alla luce e nella luce diventano trasparenti.

Il corvo anche lui sta guardando alla luce che penetra -

il corvo guarda pure alla tua mente indifesa.

Osserva come tu guardi al cielo inseguendo nuvole vagabonde.

Frammenti di nuvole si aprono in multiple forme bianche

e ogni pezzo taglia via e vola come un uccello.

Il cielo è sempre uno e non va in frammenti -

ancora tu ascolti canti e dal suono si generano uccelli.

Il corvo non è mai sorpreso qualunque cosa accada

e nemmeno ride il corvo di qualunque cosa sia testimone.

Ma attentamente il corvo osserva tutto

e ti riporta quel che ha registrato nella sua memoria.


2

"Dimmi, posso mangiarlo?" chiede il corvo

alludendo alla pannocchia

a semi e scorza del cocomero...

Quando comincia l'estate e il caldo sale per la forte luce

le piume del corvo tornano nere come l'universo.

Considera bene la relazione tra il volo e il freddo.

"Forse io posso venire" dice il corvo come parlando a se stesso.

Come un cane si è appena accorto che tu stai per partire.

"Puoi andare lontano se te la senti, in ogni direzione

la topologia del globo esclude l'esistenza di un labirinto".

Il corvo è un viaggiatore bontempone un affidabile compagno

perché non si aspetta mai niente.

Mai desidera qualcosa in eccesso

mai abbandona qualcosa di necessario.

E nel cielo capriccioso il corvo, sangue bollente,

traccia una linea decisa all'infinito.


3

Il corvo dà il benvenuto all'autunno con precisione.

È questa la stagione in cui la vita cambia marcia

e si sposta dalla combustione alla conservazione.

Accidenti, devo aver sollevato un certo peso; non ridere.

Allegri passerotti godono il loro festival del felice raccolto.

Testarde lumache stanno quasi per andare a nascondersi.

Il corvo non si lamenta con l'autunno, non gli canta preghiere.

Se te ne vai in montagna ti terrà compagnia

se vai in cerca di funghi ti darà il suo aiuto.

Tutti i problemi sono sogni che prendono forma.

Un evento accidentale nel mondo non-materiale

sotto una luce stabilita sembra soltanto quello.

Il corvo non si preoccupa se il suo corpo non era che un sogno.

Il corvo mantiene la calma come se i suoi sensi fossero sentieri di onde.

Controllando il livello di zucchero nel sangue si prepara per il volo

anche se quello non era che l'ombra di un sogno chiamato volo.


4

Se vuoi sapere la verità il corvo ama l'inverno.

Nelle grandi città non si preoccupa per la scarsezza di cibo.

E ama la neve spera ci sia quanta neve è possibile.

Sul candore senza tempo di quella superficie sempre nuova

lui pensa di trasformare se stesso in un geroglifico

tirandosi via una piuma o due.

"Oh corvo, corona, il mio credo è crocifero!"

Come un chiodo che guida questo credo crociato nel suo cuore

lui canticchia la sua canzone facendo suonare "cr cr" nella gola -

sono una corona senza ornamenti per relativizzare il mondo umano.

I miei occhi sono notti portatili tinte di nero corvino:

è quel nero in cui ogni speranza si fonde nel blu.

Quando s'illumina il vostro mondo e diventa puro bianco

volando sulla superficie della terra purificata d'innocenza

io vi mostrerò l'unità definitiva di nero e bianco e luce.

E questo è la mia coda dorata e le mie ali che brillano d'oro.